I Successi degli anni 80 a Padova: Spandau Ballet e UB40
5 marzo 2015

I Successi degli anni 80 a Padova: Spandau Ballet e UB40

Hanno divertito, fatto ballare e fatto sognare intere generazioni. Accanto a nomi nuovamente in auge come Europe, Cult, Scorpions e Roxette, altri due gruppi simbolo degli anni ’80 come Spandau Ballet e UB40 sono pronti a un ritorno in grande stile sul territorio italiano.

I britannici Spandau Ballet confermano di avere un rapporto speciale con l’Italia, un altro dei Paesi europei a loro più affezionati assieme a Germania, Belgio, Olanda e la natia Gran Bretagna.

Il gruppo sarà il 27 marzo dalle 21.30 al PalaFabris di Via San Marco 53. Il costo dei biglietti parte da 39,10 euro.

Nati nel 1976 a Londra come The Cut, ai fondatori originali Gary Kemp (voce) e Steve Norman (chitarra elettrica), si uniranno via via alcuni loro amici come Tony Hadley (cantante e frontman), John Keeble (batteria) e Martin Kemp, fratello di Gary, al basso, completando una line-up tuttora immutata.

Con gli anni Steve Norman si specializza sempre più nei ruoli di sassofonista e percussionista, divenendo uno dei tratti distintivi della band. Gli Spandau Ballet faranno così breccia nei cuori del pubblico con facce pulite, un’eleganza impeccabile nel presentarsi sul palco e una riuscita commistione di pop elettronico, rock e soul.

Il terzo album, True (1983) li consacra a livello internazionale, con un successo rinforzato da altre tre opere fino al 1989 quando i componenti, presi da altri progetti (anche cinematografici nel caso dei fratelli Kemp) decidono di sciogliere il gruppo.

20 anni dopo, il ritorno con una raccolta di successi ri-arrangiati, Once More (2009), dimostrando come il tempo non abbia minimamente intaccato il loro carisma e le loro indubbie capacità. I concerti successivi e la recente performance al festival di Sanremo costituiscono ulteriori conferme di come gli Spandau Ballet abbiano ritrovato gli stimoli giusti e siano pronti, oggi come allora, a far divertire il loro pubblico anche nell’imminente concerto al PalaFabris.

Diversi, per stili e influenze, sono invece gli UB40, che si esibiranno il 28 marzo dalle 21.30 al Gran Teatro Geox.

La loro storia è inoltre decisamente più travagliata rispetto a quella dei più “tranquilli” Spandau Ballet. Anch’essi britannici e “nati” nella seconda metà degli anni ’70, gli UB40 si caratterizzano fin dall’inizio come gruppo piuttosto numeroso e molto eterogeneo, composto da otto amici di varie scuole superiori di Birmingham di varie origini etniche.

A farsi notare saranno soprattutto i fratelli Robin e Alistair “Ali” Campbell (rispettivamente chitarrista e cantante/frontman), il rapper Astro (cantante e trombettista) e Mickey Virtue (tastierista). Questo “melting pot” sarà alla base di uno dei grandi punti di forza degli UB40, un sound creato da una mescolanza di reggae, rap e pop. Il 1980 è l’anno del loro brillante esordio con Signing Off, al quale nei due anni successivi seguiranno altrettanti album, caratterizzati sempre da pesanti influenze reggae e sonorità molto ritmate, e con testi permeati di impegno sociale anti-militarista e pro-legalizzazione della cannabis.

Il successivo, Labour of Love, sarà il primo di una serie di album di cover riarrangiate, tra cui la celebre Red Red Wine (originariamente di Neil Diamond). Oggi, nonostante i contraccolpi dell’abbandono di “Ali” Campbell, Mickey Virtue e Astro, gli UB40 sono nuovamente pronti a lasciare la loro impronta indelebile in Italia, con Duncan Campbell (fratello maggiore di Ali) al microfono.

Post di Alessandro Salmaso

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