A un passo dalla Biennale
12 luglio 2016

A un passo dalla Biennale

Biennale di Venezia 2016: tutti i motivi per visitare una delle mostre più famose del mondo

Chi viene in vacanza nella nostra Padova, dove in ogni momento dell’anno si respira arte e architettura medievale ad ogni angolo, non può fare a meno in questo particolare periodo di fare un giro nella magica ed unica Venezia, che si trova a soli 30 minuti di treno.
In particolare, uno dei luoghi fondamentali da visitare nel capoluogo veneto è la 15esima Biennale di Venezia, che quest’anno ha aperto i battenti l 28 maggio con una cerimonia d’apertura svoltasi a Ca’ Giustinian, la sede ufficiale della mostra.

Per l’edizione 2016 la Biennale di Architettura ospita una mostra che sarà aperta fino al 27 novembre 2016, dal titolo ‘Reporting from the front‘, curata da Alejandro Aravena.

Vale la pena visitare la Biennale di Venezia poiché è un appuntamento davvero unico nel panorama dell’arte e dell’architettura mondiale, e perché i padiglioni che ospitano la mostra sono essi stessi delle opere d’arte. Il padiglione italiano, ad esempio, è sviluppato all’interno dell’ex monastero di Santa Maria Vergine, ed ha a disposizione un giardino di 14.000 metri quadrati: il complesso, che prende il nome di Tese delle Vergini, è un vero e proprio gioiellino di architettura veneta.

A partire dalla seconda metà degli anni Quaranta, inoltre, l Biennale di Venezia è sempre stato un punto di ritrovo per i committenti i mercanti e i critici d’arte di tutto il mondo, e una rampa di lancio per artisti emergenti o per nuove tendenze ancora da affermare. Nell’edizione del 1948, per esempio, la più importante commerciante d’arte allora esistente, Peggy Guggenheim, fornì la propria collezione alla Biennale per allestire una mostra, facendo conoscere artisti dell’avanguardia americana del calibro di Picasso, Ernst, Dalì, Kandinsky, Mondrian, per citarne solo alcuni.

La Biennale di Venezia 2016, invece, si snoda in un unico percorso espositivo, allestito nella sede centrale, ovvero quella dei Giardini dell’Arsenale: accanto a questa esposizione, che è la principale, partecipano 65 paesi che hanno dei propri padiglioni dedicati, e cinque di questi paesi sono presenti per la prima volta nella storia della Biennale, ovvero Filippine, Lituania, Nigeria, Seychelles e Yemen.

‘Reporting from the front’ ospiterà, invece, 88 architetti, dei quali più di un terzo non ha compiuto il quarantesimo anno di età; gli architetti provengono da oltre 30 paesi in tutto il mondo.
Alejandro Aravena ha scelto il titolo e l’immagine di rappresentazione della mostra secondo un principio che vuole essere quello di tutta la mentalità della Biennale di Venezia, e che la rende di fatto una delle mostre più importanti e assolutamente da vedere in tutto il panorama artistico italiano e mondiale.

I ‘reporting from the front’, le notizie dal fronte, sono secondo Aravena quelle che ci arrivano ogni giorno, se solo abbiamo il coraggio di guardare oltre le frontiere e i confini che l’Uomo stesso ha costruito con le proprie mani, provocando spesso la desolazione e la devastazione attorno a sé. Il simbolo della mostra, per questo motivo, è una signora arrampicata su una scala, che guarda l’orizzonte in cerca di qualcosa, mentre attorno a lei imperversa il deserto: questo, secondo i curatori, è il grido di un’umanità che soffre di troppo isolamento e di noncuranza dell’altro perché sbaglia punto di vista, mentre basterebbe astrarsi ed allontanare la mente dalle cose di tutti i giorni, capovolgendo il nostro modo di guardare il mondo, per far assumere finalmente una forma all’orizzonte e al panorama.

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