Turismo Padova: Giardini di Valsanzibio
16 marzo 2015

Turismo Padova: Giardini di Valsanzibio

A pochi km da Padova, (e circa 20 minuti dal nostro Hotel) nei pressi di Garzignano Terme trovate i Giardini di Valsanzibio un fulgido esempio di grandiosità propria dei giardini all’italiana famosi in tutto il mondo e questo è tra i più belli e suggestivi che si possano ammirare.

E’ simbolo di eleganza ed estrema cura dei particolari soprattutto architettonici, tanto da essere definito “la piccola Versailles“.

La storia dello stesso giardino e la visita, che porta anche ad un percorso introspettivo di riflessione sulla fugacità del tempo, sono caratteristiche uniche di questi luoghi.
I Giardini di Valsanzibio sono dominati da specchi lacustri, cascate, rii e fontane e i punti d’acqua sono in tutto 33, oggi rimessi tutti in funzione dopo un’accurata risistemazione degli attuali proprietari, i Nobili Pizzoni dei Conti Ardemani.

Il giardino fu costruito nell’arco di circa 30 anni a partire dal 1665 e proprio quest’anno ricorre il 350° anniversario, per cui sono previsti appuntamenti legati alla sua celebrazione.
Intorno alla metà del 1600 la famiglia Barbarigo nella persona di Zuane Francesco, un nobile di origini veneziane, si trasferì nei colli Euganei, dove si era rifugiato per la diffusione della peste. Proprio a questo fu dovuta la morte dell’amata moglie.

Fu per tale motivo che proprio Zuane Francesco fece un voto solenne affinché il resto della famiglia potesse scampare a questo flagello.
Il voto riguardava la costruzione proprio dei Giardini di Valsanzibio che furono anche seguiti dai sui due figli, tra cui c’era anche un futuro cardinale e poi santo, Gregorio Barbarigo, che diede ai giardini il volto di un percorso sul senso della vita e sulla salvezza eterna, inteso come un viaggio nel tempo terreno per arrivare a Dio.

I Giardini di Valsanzibio infatti sono cosparsi di simboli perfettamente comprensibili dal visitatore che si trova di fronte a un percorso che un tempo iniziava esclusivamente via acqua.
Il piccolo corso d’acqua portava davanti a una porta monumentale che ancora oggi rappresenta il punto probabilmente più affascinante di tutti i giardini.
Si accedeva al cosiddetto “Padiglione di Diana“, dea della caccia. La sua statua è ancora oggi posizionata sulla sommità della porta e contornata da altre 12 statue e lei simboleggia il punto più alto, cioè Dio.

Si tratta di un portale di una finezza architettonica subito evidente, a cominciare dalla scalinata a semicerchio che porta all’entrata.

Due statue in sembianze di angeli sono li ad accogliere i visitatori e le sei colonne lesene insieme alle piccole balconate, conferiscono un’aura di maestosità.
E’ un vero spettacolo per gli occhi, circondata da una vegetazione rigogliosa composta da più 6 mila alberi sempre verdi splendidamente modellati da sapienti giardinieri, che quotidianamente curano i Giardini di Valsanzibio.

Come tutti i giardini grandiosi che si rispettino anche questi hanno un “labirinto” detto “di Bossi Secolari” che è un vero e proprio capolavoro articolato in 1 km e mezzo di sentieri quasi inestricabili.

Tra i luoghi carichi di simbologia c’è l’Isola dei Conigli delimitata da una siepe circolare che rappresenta la costrizione dell’uomo, dove il corpo stesso è sottoposto all’azione limitante dello spazio e anche del tempo.
Proprio al rapporto con il tempo è dedicata la statua che si trova non lontano dall’Isola dei Conigli, dove viene rappresentato il dio del tempo Cronos, che sostiene il peso di un dodecaedro.
Quest’ultimo, con le sue tante facce che riflettono in vari modi la luce del sole, rappresenta gli anni della vita che scorrono e che possono essere belli e brutti.

I Giardini di Valsanzibio sono un gioiello dell’eccellenza artistica italiana e la loro bellezza è stato scelta nel 1999 dai “Negrita” che qui hanno girato il videoclip del brano “In ogni atomo”. Proprio loro saranno in concerto il prossimo aprile qui a Padova.

Se vi serve un’occasione particolare per visitare questi giardini non fatevi scappare il prossimo 17 maggio giorno in cui ci sarà anche un picnic in abiti d’ epoca settecentesca un’appuntamento ideale per gli appassionati delle atmosfere appartenuto all’antica nobiltà.

Post di Alessandro Salmaso

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