Prendono forma le atrocità della guerra nella rassegna fotografica che andrà in scena a Padova, fino alla fine del mese di maggio 2015.
Cento anni di storia, cento anni di guerre. Si ripete drammaticamente la storia dell’uomo impregnandosi di conflitti. Interessi economici, equilibri geopolitici, contrasto alle grandi dittature. Quale che sia il motivo scatenante i conflitti, la costante che accomuna tutti i tragici eventi bellici è sempre la medesima ed è segnata dalla morte e dalla distruzione di popolazioni spesso vulnerabili e inermi.
E’ uno spaccato crudo e diretto, quello rappresentato dalle oltre trecentocinquanta immagini raccolte nel Palazzo del Monte di Pietà di Padova. Trecentocinquanta scatti dalle stereoscopie di inizio secolo scorso, alle immagini satellitari scattate in maniera asettica da migliaia di chilometri di distanza dai potenti obiettivi lanciati nello spazio.
Trecentocinquanta scatti per cento anni di conflitti bellici, raccolti in una rassegna fotografica senza precedenti in Italia.
L’iniziativa, finanziata grazie al contributo economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Rovigo e Padova, ha preso il via lo scorso 28 febbraio e rappresenta un ottima occasione di riflessione per il visitatore che si trova a passare qualche giorno di vacanza in Veneto.
Un’occasione per abbinare all’arte, alla cultura, alla natura che il Veneto può offrire in qualsiasi stagione dell’anno, una sana immersione nella memoria storica, per non dimenticare le atrocità che l’uomo è riuscito a commettere nel suo cammino.
Apre la rassegna il ricordo della Grande Guerra, il percorso prosegue attraverso la narrazione, guidata da Walter Guadagnini, mediata da testimonianze pubbliche e private degli eventi bellici. Testimonianze di vita quotidiana sotto il fuoco dei conflitti che rendono ancor più immediata l’esperienza di quel che è stato, di quegli eventi che così fortemente hanno contribuito a consegnarci il mondo, per come lo conosciamo oggi.
Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, August Sander, sono solo alcuni dei nomi prestigiosi che hanno firmato le pellicole di guerra.
Nella mostra potrete ammirare anche scatti celebri come il “Miliziano colpito a morte” ripreso durante la Guerra Civile Spagnola, oppure il momento in cui l’Armata Rossa pone la bandiera sovietica sul Palazzo del Reichstag di Berlino, decretando di fatto la fine della dittatura nazista.
Immagini come icone di un epoca, immagini che narrano la drammaticità dei conflitti vissuta sulla pelle della popolazione inerme, dei civili, delle donne, dei bambini. Una tragedia che attraversa in maniera unanime i conflitti, travalicando i progressi tecnologici, le strategie di battaglia, le armi più o meno intelligenti, ma sempre spietate verso i più vulnerabili.
Immagini che narrano il potere distruttivo che può assumere la forza dell’uomo, come ben narrano le immagini dello sgancio della prima bomba atomica su Hiroshima, ma anche quelle dei successivi esperimenti nucleari condotti nelle isole del pacifico nei decenni che hanno seguito la fine del secondo conflitto mondiale.
Ma non è tutto, la storia dei conflitti ha travalicato il corso degli anni, interpretando di volta, in volta i volti delle donne algerine, dei bambini vietnamiti, dei palazzi sventrati a Beirut, fino agli accadimenti più attuali in Afghanistan e Ucraina, vissuti in diretta live, mediante i moderni mezzi di comunicazione.
Informazioni utili per visitare la mostra fotografica Questa è guerra
La mostra fotografica è visitabile presso il Palazzo del Monte di Pietà a Padova, in Piazza Duomo, 14.
Nei giorni feriali si può visitare la mostra con orario continuato dalle 9 alle 19.
Nei giorni festivi e il sabato, la chiusura è invece posticipata alle ore 20.
I lunedì non festivi, la mostra osserva il riposo settimanale.
Sette le sezioni della mostra, dal primo grande conflitto mondiale, all’Enola Gay, fino ad arrivare alle guerre dei giorni nostri.
Post di Alessandro Salmaso
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